Il personale sanitario ha rifiutato le cure post-IVG

Hai interrotto la gravidanza, prima o dopo i 90 giorni, e il personale sanitario ha rifiutato le cure post-IVG

  • Dal punto di vista legale si può configurare il reato di rifiuto di atti d’ufficio ai sensi dell’art. 328 del Codice penale, poiché si tratta di un rifiuto al compimento di un atto dovuto da parte di unə incaricatə di pubblico servizio. È un atto dovuto, perchè l’obiezione di coscienza può esonerare il personale sanitario soltanto dal compimento delle procedure specificamente e necessariamente dirette a determinare l’IVG (in caso di aborto farmacologico, alla predisposizione e alla somministrazione dei farmaci abortivi) e non invece dall’assistenza antecedente e conseguente all’aborto.

È importante che tu abbia la prova del rifiuto:

  • Chiedendo allə medicə di riportare per iscritto il rifiuto e le ragioni dello stesso;
  • Qualora si rifiutasse di dare per iscritto il rifiuto, puoi inviare una PEC (posta elettronica certificata) o una mail di posta ordinaria sul modello dell’Allegato 11, con cui intimare l’erogazione della prestazione ed evidenziando che lə medicə non può rifiutarsi di prestarla sollevando l’obiezione di coscienza, poiché non si tratta di procedure specificamente e necessariamente dirette a determinare l’IVG, ma solo di attività successiva all’aborto stesso. L’allegato può essere inviato anche all’Ufficio relazioni con il pubblico (URP) e all’Ordine dei medici;
  • Chiamare le forze dell’ordine.