Se sei una persona trans assegnata femmina alla nascita:
Cosa devi sapere
- Se non accedi agli ormoni o alla chirurgia come parte del tuo percorso di affermazione di genere, puoi rimanere incintə attraverso i rapporti sessuali o l’uso di tecnologie di riproduzione assistita;
- Se utilizzi il testosterone come parte della tua transizione, è necessario sapere che questi trattamenti non comportano necessariamente infertilità permanente e che dopo aver interrotto il testosterone le mestruazioni possono anche riprendere entro qualche mese. La gravidanza diventa quindi di nuovo possibile, a condizione che tu non abbia altri problemi di fertilità (non è quindi corretto, ad esempio, presupporre che diventando incinta una persona non sia più o non sia mai stata una persona trans
Le ulteriori indicazioni contenute in questa parte del vademecum sono rivolte soprattutto a chi lavora nei servizi e li gestisce. Uno dei più grandi ostacoli che le persone transgender incontrano quando vogliono abortire, infatti, è la mancanza di informazioni e di formazione del personale medico-sanitario, oltre che la quasi totale mancanza di considerazione delle specificità riguardanti la loro salute e il loro benessere, a partire dal modulo stesso per IVG, redatto al femminile senza altre opzioni, con la conseguenza della totale invisibilizzazione degli uomini trans e delle persone non binarie, che pure esistono. Può essere utile sapere che gli spazi per sole donne sono complicati per le persone trans in quanto sono inquadrati come esclusivamente destinati e attraversabili da donne biologiche, basti pensare a eventuali servizi igienici e/o spogliatoi.
Come persone trans spesso si evita o ritarda l’accesso ai servizi sanitari per paura della transfobia e spesso si ricorre all’assistenza d’emergenza.
L’utilizzo di alcune buone prassi può avere un impatto molto positivo sulla salute e la qualità di vita di molte persone.
Cosa può fare il personale in struttura
Adottare alcune buone pratiche per creare consapevolezza e promuovere spazi più inclusivi:
- fornire materiale informativo, cartaceo e online, tale da chiarire che anche le persone trans hanno bisogno e accedono a servizi per abortire;
- modificare il linguaggio in modo che i servizi siano percepiti come più rispettosi per chiunque stia vivendo una gravidanza non pianificata o inaspettata;
- formare il personale sanitario a una conoscenza più approfondita dei percorsi di affermazione di genere e medicalizzazione delle persone trans; modificare il linguaggio in modo che i servizi siano percepiti come più rispettosi per chiunque stia vivendo una gravidanza non pianificata o inaspettata;
- protocollare un codice di condotta, un codice etico o una dichiarazione che la clinica è per le donne cis e per le persone trans;
- includere nel materiale informativo immagini di persone e famiglie trans;
- al telefono, invece di chiedere di parlare con “la signora o la ragazza”, un suggerimento è chiedere “sto parlando con la persona per cui è stato fissato l’appuntamento?”. In questo modo, le persone trans potrebbero sentirsi incoraggiate dal fatto che non si pensa che siano parenti o amicз e legittimatз a porsi come chi chiede di accedere al servizio. In questo modo la persona avrebbe anche la certezza che la clinica è consapevole del fatto che anche alcuni uomini hanno bisogno di abortire senza l’ansia anticipatoria del dover spiegare che non sempre l’assegnazione del sesso coincide con l’identità di genere di una persona, lo stesso per quanto riguarda telefonicamente la sua voce o dal vivo il suo aspetto fisico;
- il personale dovrebbe essere formato su come accogliere chi rivela di essere una persona trans dal vivo o al telefono, ricordarsi di chiedere gentilmente quali pronomi usare e annotarlo nella sua cartella clinica (includere uno spazio per i pronomi nei documenti di accettazione e anamnesi medica e chiedere ai membri del personale di esercitarsi a parlare con una gamma di pronomi che comprenda anche il neutro) e soprattutto di chiedere e annotare il suo nome di elezione (la struttura sanitaria può prevedere al suo interno un regolamento per il protocollo di identificativo alias);
- comprendere che durante la visita il tema della corporeità potrebbe essere sentito come sensibile dalla persona e che potrebbe essere necessario dover spiegare dettagliatamente i movimenti che saranno operati sul corpo, spiegando e condividendo in anticipo ogni manovra al fine di mettere la persona a proprio agio (come andrebbe fatto in qualsiasi caso) e permetterle anche di condividere a sua volta eventuali necessità di cui potremmo non essere a conoscenza prima di chiederle di spogliarsi;
- sebbene i documenti di consenso non possano essere modificati per motivi medico-legali, è possibile allegare ai moduli questa piccola nota informativa: “Riconosciamo che potreste usare un linguaggio diverso per riferirvi al vostro corpo e a quello dellз vostri partner. Per favore, fateci sapere quali parole preferite usare per riferirvi al vostro corpo” (per esempio “clitoride” può essere preferito da alcuni ragazzi trans per parlare dei propri genitali, da altri no);
- istruire il personale in modo che sia pronto ad affrontare reclami o problemi sollevati da altre persone riguardo alla presenza di una persona trans nello spazio della sala d’attesa e a rendere gli spazi percepiti come più sicuri dalle persone trans. Se ci sono serie preoccupazioni per la sicurezza o la privacy di una persona trans, il personale può chiedere alla persona se desidera aspettare in uno spazio privato e a far sì che, anche in stanza, le tende per la privacy siano sempre tirate;
- si potrebbero promuovere campagne informative che riflettano le esperienze delle persone trans in riferimento a un’educazione sessuale e riproduttiva specifica per corpi plurali fuori dal binarismo dei generi per dare le informazioni e il sostegno necessari per prevenire la gravidanza o per individuarla prima in modo da poter accedere meglio ai servizi di interruzione volontaria;
- lз operatorз sanitarз dovrebbero essere informatз e dunque comprendere la diversità delle esperienze trans e che la gravidanza può riguardare anche persone come uomini trans o persone non binarie. Di conseguenza anche l’aborto, l’allattamento, le mestruazioni, la produzione di sperma, la menopausa, ecc. riguardano una molteplicità di corpi senza che queste esperienze minino la loro identità di genere.
- è necessario un ripensamento delle politiche delle strutture incentrate sulle donne, che comprendano pratiche trans-inclusive per permettere un accesso sereno e percepito come più sicuro a tuttз