Hanno messo il mio nome e cognome sull’area dove è stato sepolto il feto abortito

Hai interrotto la gravidanza, prima o dopo i 90 giorni. Per sapere cosa dice la legge in merito allo smaltimento del prodotto della gravidanza come altro materiale organico, oppure a quali condizioni può essere sepolto, consulta la nostra guida qui.

Scopri che hanno messo il tuo nome e cognome sull’area dove è stato sepolto il feto abortito.

  • L’interruzione volontaria di gravidanza, in quanto dato personale relativo alla salute, è soggetta a una tutela rafforzata del diritto alla riservatezza e al divieto di trattamento senza consenso (art. 9 del GDPR – Regolamento generale sulla protezione dei dati, UE/2016/679). Il diritto alla privacy è tutelato anche dalla legge 194 del 1978, artt. 21 e 11.
  • Si applica anche al caso di un feto abortito il divieto per i servizi cimiteriali di indicare sul cippo funerario dati personali diversi da quelli dellə defuntə (art. 70, comma 2, del D.P.R. n. 285/1990).
  • Rivolgiti ai servizi cimiteriali e pretendi la rimozione dei dati sulla base dell’art. 70, comma 2, del D.P.R. n. 285/1990, delle norme a tutela della privacy (art. 9 del GDPR – Regolamento generale sulla protezione dei dati, UE/2016/679; legge 194 del 1978, artt. 21 e 11), e del provvedimento del Garante (giugno 2023) che ha condannato l’Ama al pagamento di 239 mila euro proprio per aver diffuso i dati delle donne che avevano affrontato un’interruzione di gravidanza.

Chi vede lesi i propri diritti in materia di privacy può alternativamente ricorrere
all’Autorità giudiziaria ordinaria o l’Autorità garante per la protezione dei
dati personali