Sei entro i primi 90 giorni di gravidanza, hai ottenuto il documento per iniziare la procedura di interruzione e hai individuato la struttura in cui vorresti abortire perché è la più vicina a casa/lavoro, o per altri motivi. Preferiresti abortire con metodo farmacologico, come descritto qui, ma in ospedale ti dicono che non è possibile in mancanza di una persona mediatrice culturale.
Cosa devi sapere
- Il Testo Unico Immigrazione (TUI) (D. Lgs. 286/1998) garantisce alcuni diritti fondamentali allз cittadinз stranierз in Italia, prevedendo la figura dellə mediatorə culturale per favorire l’integrazione (in particolare art. 38 e art. 42).
- Nonostante tali previsioni normative, la presenza di mediatorз linguistico-culturali negli ambienti sanitari non sempre è garantita; tuttavia, affinché la persona straniera possa prestare un consenso realmente informato e consapevole (ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 219/2017, secondo il quale “nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata”) all’interruzione volontaria di gravidanza e alle modalità con le quali verrà eseguita, è assolutamente necessario che sia assistita da unə mediatorə linguistico-culturale e ha quindi il diritto di chiedere che la struttura sanitaria lə reperisca (D. Lgs. 286/1998).
Cosa puoi fare
- Compilare e presentare una lettera come nel modello Allegato 9. La lettera va inviata all’Ufficio relazioni con il pubblico, al Direttore sanitario della struttura e alla dirigenza della ASL.