IVG chirurgica o farmacologica

Probabilmente hai già deciso cosa vorresti per il tuo aborto: farmaci o chirurgia. Non c’è un metodo migliore o consigliato in assoluto, c’è solo il metodo più adatto a te. In questa pagina trovi una sintesi di come funziona l’aborto farmacologico e come funziona l’aborto chirurgico. Ognuno dei due metodi presenta pro e contro. Devi sapere che in Italia, a differenza che in altri Paesi come Francia e Inghilterra, dove si possono prendere le pillole abortive a casa, il metodo farmacologico è ancora in gran parte ospedalizzato, cioè deve avvenire in ospedale. Questo potrebbe essere un ostacolo, soprattutto se l’Ospedale vicino a te non si è organizzato per fornire questo metodo e se devi viaggiare per poterlo ottenere.

Devi sapere che, prima dell’interruzione, ti viene praticata un’ecografia, solitamente transvaginale, allo scopo di confermare l’epoca precisa della gravidanza e verificare che sia in utero (la gravidanza extrauterina richiede infatti un trattamento specifico e diverso). Questo esame viene effettuato nella struttura sanitaria dove si svolgerà l’IVG.

L’IVG chirurgica è un intervento che si effettua in ospedale, in regime di day hospital. Secondo le attuali evidenze scientifiche è possibile eseguirlo in anestesia locale (con o senza sedazione), ma non è sconsigliata l’anestesia generale, se preferita. La procedura consiste nel dilatare il collo dell’utero e rimuovere il contenuto dalla cavità uterina aspirandolo con una cannula, tecnica che prende il nome di isterosuzione. Una tecnica diversa usata in passato, la rimozione mediante raschiamento dell’utero, o curettage, dovrebbe essere oggi del tutto abbandonata perché comporta un maggior rischio di complicazioni.

L’IVG farmacologica, chiamata anche ‘IVG medica’, prevede invece la somministrazione di due farmaci: una dose da 200 mg di mifepristone per via orale (cioè inghiottendo la pillola) e, a distanza di 24-48 ore, una dose da 800 microgrammi di misoprostolo per via buccale o sublinguale (cioè le pastiglie vanno tenute tra le guance e le gengive oppure sotto la lingua finché si sciolgono) oppure per via vaginale. Il mifepristone predispone l’azione del misoprostolo, che induce l’espulsione del prodotto del concepimento1 con un sanguinamento che avviene di solito entro poche ore e che varia soggettivamente in abbondanza e intensità di dolore. 

I farmaci possono essere dispensati in ospedale, in consultorio o in un ambulatorio autorizzato, tornando dopo la prima somministrazione per assumere il secondo, salvo in alcune Regioni o singoli ospedali, dove si può scegliere di assumere il primo farmaco nella struttura sanitaria e il secondo al proprio domicilio, dopo essere stata adeguatamente informata sugli effetti della procedura e con l’indicazione di telefonare o recarsi in ospedale in caso di sanguinamento eccessivo. Come soglia di allarme si indicano 2 assorbenti maxi all’ora per 2 ore consecutive, febbre o altri effetti anomali.

Sia nel caso dell’IVG chirurgica che di quella farmacologica, il personale sanitario deve offrire antidolorifici da assumere in caso di necessità.

Due o tre settimane dopo l’interruzione della gravidanza con metodo farmacologico è necessario un controllo per verificare che la procedura sia completata, controllo che può basarsi sul dosaggio delle betaHCG o su una visita con ecografia. 

La legge italiana prescrive che al momento dell’IVG il personale sanitario ti offra tutte le informazioni e indicazioni necessarie riguardo le metodiche contraccettive per evitare successive gravidanze non desiderate. Solo in pochi ospedali, però, viene offerto l’inserimento di dispositivi intrauterini (cosiddetta spirale) o impianti progestinici sottocutanei contemporaneamente all’intervento di IVG o la ricetta medica per iniziare la pillola progestinica o estro-progestinica dal giorno stesso dell’intervento.

  1.  “Prodotto del concepimento” è il termine specifico con cui in Italia si indica sia l’embrione, fino alla decima settimana di amenorrea, che il feto, dalla decima fino alla nascita. 
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