Ho dovuto fare un’ecografia preliminare per poter avere il documento/certificato o fissare la data dell’intervento

Per l’aborto entro i 90 giorni devi procurarti un documento che attesti lo stato di gravidanza e la tua volontà di interromperla. Puoi ottenerlo al consultorio familiare o dallə tuə medicə di famiglia oppure da unə qualunque medicə di fiducia (non è necessario che abbia una specializzazione in ginecologia), anche in telemedicina (per approfondire consulta il percorso IVG (Interruzione volontaria di gravidanza).

Purtroppo, avviene molto spesso che sia richiesta un’ecografia per ottenere questo documento. È una cattiva abitudine che rischia di allungare inutilmente i tempi e certamente i costi. Questi sono i casi più frequenti:

  • Al consultorio mi hanno chiesto di portare o di fare un’ecografia come condizione per rilasciare documento/certificato
  • In ospedale mi hanno chiesto di portare un’ecografia come condizione per fissare la data dell’intervento chirurgico o farmacologico
  • L’ambulatorio o ginecologə privatə mi ha fatto fare un’ecografia a pagamento per rilasciare documento/certificato
  • Dal punto di vista legale, la legge 194/1978 non prevede la necessità di effettuare un’ecografia per ottenere il documento (o il certificato, in caso di urgenza) necessario per accedere alla procedura di IVG (articolo 5).
  • Essa costituisce un danno erariale (cioè una spesa non giustificata ai danni dello Stato) se richiesta con impegnativa. Infatti, dal momento che ti faranno un’ecografia nel centro che eseguirà la procedura, l’ecografia preliminare non è necessaria e raddoppia i costi per la Regione, che gestisce e distribuisce i fondi del Servizio sanitario nazionale. Se questa ecografia preliminare è fatta in una struttura privata e a tuo carico, l’abuso economico è nei tuoi confronti, perché come se chiedessero di portarti da casa le siringhe o le garze comprate a tue spese quando entri in ospedale.
  • La richiesta di ecografia preliminare potrebbe allungare i tempi e costituire un ostacolo all’accesso all’IVG, mentre gli esami richiesti non dovrebbero comunque ritardare l’accesso al percorso.
  • Dal punto di vista medico, il ricorso di routine all’ecografia non è strettamente necessario, tuttavia questo esame è comunque suggerito dalle principali società scientifiche come forma di “integrazione diagnostica”1 ed è raccomandabile perché serve a definire con precisione l’epoca di gravidanza e per escludere eventuali condizioni di rischio, quali gravidanze extrauterine, malformazioni uterine, impianto della gravidanza sulla cicatrice del cesareo, ecc.2 Per questo viene eseguita all’inizio del percorso IVG, nella struttura dove farai la procedura, ma è inutile farla preliminarmente.
  • Rifiutare questa ecografia che abbiamo definito “preliminare” (ovvero, lo ripetiamo, quella richiesta per poter prenotare l’intervento), compilando il modello autocertificazione (Allegato 2) e consegnandolo a chi te lo sta chiedendo.
  1. (ACOG 2020, RCOG 2011) ↩︎
  2. Linee guida OMS ↩︎