Cosa fare e cosa sapere se vuoi interrompere la gravidanza entro i primi 90 giorni.
Entro i primi 90 giorni, calcolati a partire dal primo giorno delle ultime mestruazioni, puoi decidere di interrompere la gravidanza. La fase che si apre nel momento in cui verifichi di essere incinta e che vuoi interrompere è quella più complicata. Potresti sperimentare sentimenti di ansia e disorientamento, soprattutto dovuti al fatto di non sapere dove andare, come fare e a chi rivolgerti. Tieni sempre con te questa Guida per conoscere quali sono i tuoi diritti e come farli valere. Se hai bisogno di consigli e supporto, consulta la pagina dei contatti [link] per chiedere aiuto. Non sei solə! In questa sezione ti raccontiamo come dovrebbe essere il percorso quando fila tutto liscio e ti indirizziamo in altre parti del sito in caso qualcosa dovesse andare storto.
Accertamento della gravidanza
Accertato lo stato di gravidanza con un test sulle urine o sul sangue, puoi recarti in un consultorio familiare o dal tuə medicə di famiglia oppure da unə qualunque medicə di fiducia (non è necessario che abbia una specializzazione in ginecologia), portando con te il referto del test.
Il colloquio con lə medicə
Manifesti la tua intenzione di abortire allə medicə, che ti informa sulla procedura e redige un documento, lo firma e te lo fa firmare. Il documento attesta lo stato di gravidanza e la tua volontà di interromperla (da ora in poi lo chiameremo “documento”).
Nota bene: secondo la legge questo colloquio non richiede specifici accertamenti sanitari, ma è stato pensato più come un “counselling”, cioè un momento in cui poter chiedere consigli (le modalità del colloquio sono descritte nell’articolo 5 della legge. Considerate che la legge 194 è stata scritta molti anni fa, nel 1978. Oggi le Linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, raccomandano di evitare tutte le procedure che allungano i tempi tra la decisione di abortire e l’aborto stesso.
- E SE… Lə medicə di base o del consultorio si rifiuta di scrivere il documento / certificato?
Consulta la nostra Guida e scopri come puoi difenderti - E SE… Ti hanno chiesto un’ecografia per rilasciare il documento?
Consulta la nostra Guida a scopri come puoi difenderti - E SE… La struttura consultoriale non rilascia il documento fino a che non è attestata la “gravidanza in evoluzione?
Consulta la nostra Guida e scopri come puoi difenderti - E SE… in consultorio o in ospedale ti fanno comunque un’ecografia, durante cui ti fanno sentire o vedere il “battito” fetale?
Consulta la nostra Guida e scopri come puoi difenderti
Sette giorni di attesa o urgenza?
La legge italiana prevede che tu debba attendere 7 giorni prima di procedere con l’interruzione, dal momento in cui entri in possesso del documento che attesta la richiesta di IVG entro i 90 giorni. Chi ha scritto questa legge, nel 1978, ha pensato che fossero necessari per riflettere ulteriormente sulla decisione presa.
Sempre urgente, secondo l’OMS
Va detto, a questo punto, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di trattare come urgenti tutte le interruzioni volontarie di gravidanza, dal momento che la sicurezza e l’efficacia della procedura sono maggiori e l’impatto sulla salute fisica e psicologica della persona incinta è minore quanto prima si procede. Rispetto alle indicazioni dell’OMS, dunque, la legislazione italiana andrebbe modificata e aggiornata eliminando i 7 giorni di attesa. In una situazione ideale, quindi, lə medicə a cui ti rivolgi dovrebbe sempre certificare l’urgenza dell’IVG, soprattutto se da te espressamente richiesto. Per la legge italiana, comunque, la decisione spetta allə medicə.
Lə medicə decide l’urgenza (sigh)
La legge dice che se sussistono condizioni mediche, psicologiche o sociali che rendono urgente la procedura, lə medicə può rilasciare un certificato di urgenza, con cui puoi accedere all’IVG senza aspettare i sette giorni (da ora in poi lo chiameremo “certificato”). Riepilogando: seconda che contenga o meno l’indicazione dell’urgenza questo documento si chiama “documento” o “certificato”.
- Lə ginecologə a cui ti sono rivolta per il documento ha rifiutato di certificare l’urgenza, che invece avevi chiesto?
Consulta la Guida e scopri come puoi difenderti
Attestato/certificato in telemedicina
Puoi ottenere il documento o il certificato di urgenza anche in telemedicina, consultando via web unə medicə di fiducia.
- Qui trovi informazioni sul servizio gratuito offerto da un gruppo di ginecologhe di Pro-choice rica
E il partner?
Secondo la legge (art 5 l.194/78) la decisione se portare avanti la gravidanza o interromperla spetta a te che la stai vivendo e puoi scegliere se coinvolgere o meno la persona che indichi, eventualmente, come padre del concepito.
Se sei minorenne
Oltre al documento o al certificato di urgenza rilasciato dallə medicə*, per procedere con l’IVG entro i 90 giorni devi disporre anche dell’assenso firmato da chi esercita la responsabilità genitoriale. Se costoro rifiutano l’autorizzazione o se esistono seri motivi che impediscono o sconsigliano di consultarli, devi ottenere l’autorizzazione di unə Giudice tutelare. In tal caso, il consultorio o lə medicə a cui ti sei rivoltə redige una relazione con le motivazioni della richiesta di IVG che devi consegnare all’ufficio dellə Giudice tutelare del Tribunale civile ordinario del luogo dove opera il consultorio o lə medicə. La decisione dellə Giudice è inappellabile.
*Questo documento è lo stesso che per le persone maggiorenni, con la differenza che andrà sottoscritto anche dai genitori.
Se sei minorenne oltre il terzo mese di gestazione
Per l’IVG oltre il 90° giorno, invece, non è necessaria l’autorizzazione di chi esercita la responsabilità genitoriale o, in alternativa, del Giudice tutelare, e la sua attuazione dipende esclusivamente dalla valutazione medica. Se hai meno di 18 anni e lə medicə certifica l’esistenza di condizioni tali da costituire grave pericolo per la tua salute, puoi ricorrere all’interruzione di gravidanza indipendentemente dall’assenso di chi esercita la responsabilità genitoriale o la tutela e senza adire il Giudice tutelare. Tale certificazione costituisce titolo per ottenere in via d’urgenza l’intervento o la procedura.
Persone con infermità di mente
Per la donna interdetta per infermità di mente la legge all’art.13 prevede la possibilità che la richiesta di intervento, oltre che dalla stessa, sia presentata dal tutore o dal marito non tutore purché non separato. In ogni caso deve essere sentito il tutore e la donna deve dare conferma della sua volontà di procedere all’interruzione. Anche per questi casi dovrà inviarsi, entro 7 giorni, una relazione al giudice, cui competerà entro 5 giorni la decisione, sentite eventualmente le persone interessate.
Persone straniere
L’iter previsto per le persone straniere non sono regolarmente residenti in Italia è illustrato in un capitolo dedicato di questo manuale.