Per l’aborto entro i 90 giorni devi procurarti un documento che attesti lo stato di gravidanza e la tua volontà di interromperla. Puoi ottenerlo al consultorio familiare o dallə tuə medicə di famiglia oppure da unə qualunque medicə di fiducia (non è necessario che abbia una specializzazione in ginecologia), anche in telemedicina (per approfondire consulta il percorso IVG (Interruzione volontaria di gravidanza).
Purtroppo, avviene molto spesso che in questa fase sia richiesta un’ecografia e che il consultorio si rifiuti di rilasciare il documento stesso con la motivazione che “non si vede ancora il battito cardiaco fetale”. Bisogna fare attenzione alle parole: “battito cardiaco fetale” non vuol dire che c’è un cuore già fatto, ma che sono vitali le cellule che formeranno il cuore (qui spieghiamo come difenderti quando ti fanno vedere o sentire “il battito”)
Ragioniamo un attimo: che senso ha far passare i giorni per verificare che la gravidanza sta andando avanti, se tu hai comunque deciso di interromperla?
Cosa devi sapere
- Dal punto di vista legale, non è richiesto rinviare l’inizio della procedura fino alla verifica della comparsa del battito cardiaco embrio-fetale (BCF).
- Dal punto di vista medico, l’attesa della comparsa del BCF costringe chi ha deciso di interrompere una gravidanza ad un’attesa immotivata, tanto più che il successo della IVG farmacologica è maggiore, con meno dolore e con un’inferiore incidenza delle complicanze, quanto più è precoce l’epoca di gravidanza.
- Il rinvio fino alla visualizzazione dell’attività cardiaca embrionale viene giustificato con la necessità di diagnosticare un eventuale aborto spontaneo, con la presunzione che questo sarebbe più accettabile ed avrebbe un minor impatto sulla salute psichica rispetto a un’IVG. Si tratta di un pregiudizio etico che ritiene inevitabile il senso di colpa e di un’ingerenza paternalistica non accettabile, poiché la scelta e la valutazione deve essere esclusivamente di chi richiede l’IVG
Cosa puoi fare
- Spetta a te valutare quello che preferisci. Potresti dire: “Non voglio sapere se questa è una gravidanza evolutiva oppure no, aspettando un’altra settimana e facendo un’altra eco prima di avviare la procedura: comunque sia io non ho intenzione di proseguire la gravidanza, quindi non voglio attendere altri giorni”. Oppure, se invece preferisci rinviare la procedura per dare il tempo di verificare la possibilità (avviene nel 15% dei casi)1 che la tua sia una gravidanza che esita in aborto precoce spontaneo, e se questo fosse per te un sollievo, puoi essere d’accordo di aspettare.
- Puoi rifiutare formalmente questa attesa compilando e presentando il modello di autocertificazione/consenso informato (Allegato 3)
- S. Quenby (et. al.), Miscarriage matters: the epidemiological, physical, psychological, and economic costs of early pregnancy loss, in: “Lancet”: 397, 2021 ↩︎